VIENI
RUSCELLI
DUNA
ALGHE
CORDONE
ON THE ROCKS
ORIZZONTE
ORGANICO
BOLLE
SPORCARSI
1900
ROSA ROSSA
PISTILLI
SUR LE VISAGE
SCREZIO
AGHI
THEM ALL
METALLO LIQUIDO
SCORRE
COPPA
NEL CUORE
Period Stories
An ongoing collective archive exploring the systemic silence surrounding menstruation. Born as an extension of the Rosse Rosse visual project, this space gathers private realities and unspoken narratives to dismantle a shared societal taboo. You are invited to add your voice: submissions can be personal stories, direct testimonies, reflections, or brief impressions, accompanied by a photograph if you wish. Because dismantling a taboo also means reclaiming our identities, you may choose to sign your contribution or share it anonymously, in whichever language feels most authentic to you.
Da quindicenne pietrificata in quel mare di sguardi imbarazzati, non sapevo che posizione prendere. Scusarmi? Piangere? Fare finta di nulla? Avrei voluto che il pavimento di cotto mi inghiottisse. Mia sorella corse in mio soccorso precipitandosi a girare il grosso cuscino del divano dall’altro lato, per nascondere la grossa macchia. Scoppiai in lacrime e mi nascosi nel bagno. Non avevo fatto nulla, ma mi sentivo responsabile di qualcosa che non sapevo nominare. Avrei dovuto gestire meglio il cambio di assorbenti fra una chiacchiera e l’altra, sarei dovuta restare in piedi tutta la sera e limitare così le eventuali macchie ai vestiti che portavo addosso, senza disturbare. Perché è il mio il corpo che sanguina, e sono io a doverne pagare il prezzo, sono io a dovermene occupare, come una buona donna deve saper fare. Nell’imporre la vista del mio sangue agli occhi altrui, avevo imbarazzato e destabilizzato, avevo disturbato, avevo sporcato: avevo sbagliato.
Una cocente vergogna mi fece bollire il viso, rendendo inaccettabile l’idea di incrociare di nuovo gli sguardi di chi aveva visto cosa c’era nelle mie mutande.
Quell’angolo di divano, seppur apparentemente immacolato, rimase vuoto per il resto della serata. Quel sangue nascosto che cominciava a seccarsi e cambiare colore dall’altro lato del cuscino, aveva intriso gli occhi e le teste di chi non osò sedersi. Aveva macchiato la memoria.
